Negli ultimi tre anni, il dibattito sul 5G all’interno del mondo tecnologico è diventato sempre più vivace e dinamico. Le caratteristiche tecnologiche della quinta generazione della telefonia mobile, all’insegna di velocità, latenza contenuta e flessibilità dei servizi wireless, rendono infatti possibile non solo il raggiungimento di performance significative nell’uso di applicativi e altre dotazioni tecnologiche, ma anche e soprattutto la concretizzazione degli scenari più innovativi della digital transformation.

In questo contesto, è necessario che venga posta attenzione sulla gestione infrastrutturale della rete, ovvero del tratto di rete che collega le stazioni radio base con il resto della rete fissa e Internet. Non è un caso che le iniziative del Governo, Pnrr e Piano “Italia 5G”, diano un grande risalto a questi aspetti.

Solo così i benefici potenziali del 5G potranno diventare realtà. Anche se il vero banco di prova del decollo dei servizi 5G sarà l’utilizzo che ne faranno gli utenti finali a supporto di processi, offerta, modelli di business e competitività.

Tematiche infrastrutturali da gestire

Come qualunque altra rete cellulare, anche il 5G si compone di un segmento radio – che presiede alla trasmissione di dati/voce dai dispositivi degli utenti alle stazioni radio base, e di un segmento di rete fissa – che collega le stazioni radio base tra loro e con il resto della rete fissa e Internet. Entrambi i tratti della rete 5G costituiscono un’innovazione rispetto ai protocolli precedenti ma è, senza dubbio, il segmento di rete fissa a presentare le caratteristiche più rivoluzionarie.

Per questo, è l’ambito dove si rileva il maggior fermento di iniziative. Spicca, in tal senso, il Pnrr che, nell’ambito del suo focus sulle reti ultraveloci, grazie a risorse finanziarie pari complessivamente a circa 7 miliardi di euro (non solo 5G ma anche banda ultra larga), definisce una base giuridica importante del Piano “Italia 5G” emanato a novembre 2021 dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale.

Gli interventi del Pnrr in ambito 5G, che assorbiranno oltre 2 miliardi di euro, completano il percorso di sviluppo delle reti 5G già avviato dagli operatori di mercato e sono riconducibili a due ambiti, entrambi con un orizzonte temporale al 2026: da un lato, il backhauling in fibra ottica per le stazioni radio base che non poggiano su questa tecnologia di trasmissione; dall’altro, la realizzazione di nuove infrastrutture di rete funzionale all’incremento delle velocità di trasmissione, sia in download che in upload. Ciò consentirà il raggiungimento degli obiettivi posti dalla nuova strategia Digital Compass, ovvero connettività a 1 Gbps per tutti e la piena copertura 5G delle aree popolate, in netto anticipo rispetto ai tempi definiti a livello europeo. L’implementazione di tali misure vede una grande importanza delle aree a fallimento di mercato, ovvero le zone dove sono state sviluppate solamente reti mobili 3G e non è pianificato lo sviluppo di reti 4G o 5G nei prossimi anni.

La realizzazione di collegamenti di backhauling mette in luce l’importanza di sfruttare pienamente le sinergie con le infrastrutture esistenti o di prossima realizzazione nell’ambito degli interventi pubblici e/o privati già in corso o programmati. Inoltre, in quest’ambito, sarà fondamentale il ruolo degli operatori wholesale che grazie alla disponibilità di fibra garantiranno e supporteranno lo sviluppo della copertura 5G. Grazie anche alle nuove linee guida di Agcom in materia di accesso wholesale alle reti a banda ultra-larga è prevedibile che gli accordi tra operatori si moltiplicheranno.

Punto di vista degli utenti finali

Il consolidamento e la definizione degli aspetti infrastrutturali del 5G rappresentato un prerequisito essenziale per lo sviluppo futuro del mercato che non può, però, prescindere da quella che sarà la domanda dei relativi servizi che poggeranno sulla nuova generazione della telefonia mobile.

Da questo punto di vista, da una recente indagine svolta da NetConsulting cube su un campione di oltre 40 realtà di medio-grandi e grandi dimensioni in tutti i principali settori privati, emerge che il 5G è ormai percepito non tanto, e – comunque – non solo come mera innovazione in ambito telecomunicazioni, quanto piuttosto come piattaforma a supporto dell’evoluzione futura dell’azienda, nella sua più ampia accezione, ovvero in relazione all’evoluzione dell’offerta, dei modelli di business e dei processi.

Le aziende del campione sembrano, quindi, aver compreso la potenzialità business di questo nuovo standard tecnologico. Tale valutazione trova riscontro nei benefici che, secondo le aziende, il 5G potrebbe portare in ambito aziendale. i principali benefici del 5G sono, infatti, riconducibili alla possibilità di erogare ai propri clienti un’offerta più soddisfacente grazie all’introduzione di nuovi prodotti/servizi, al miglioramento dell’offerta esistente e alla formulazione di modalità più efficaci per la fruizione dell’offerta stessa. Seguono benefici relativi alla forza lavoro, al miglioramento delle loro condizioni di lavoro grazie al supporto di dispositivi e applicazioni, che nel 5G trovano un abilitatore fondamentale, e all’abilitazione di forme di lavoro innovative che a partire dal periodo del lockdown hanno acquisito un’importanza crescente. Vanno, infine, segnalati benefici relativi al miglioramento dei processi business interni. Si va dall’attesa di un miglioramento generico della produttività all’aspettativa di riuscire ad ottimizzare una serie di attività specifiche, grazie all’abilitazione dell’utilizzo e all’aumento dell’efficacia di un’ampia gamma di tecnologie, come ad esempio AR & VR, robotica, piattaforme IoT/ M2M.

Percezione e benefici del 5G, Fonte: indagine campionaria NetConsulting cube, novembre 2021
Percezione e benefici del 5G (Fonte: indagine campionaria NetConsulting cube, novembre 2021)

In questo scenario, non mancano elementi di ostacolo all’introduzione del 5G. Ad oggi, i più importanti sono imputabili ai tanti interrogativi che ancora circondano lo sviluppo del mercato e che dovrebbero diventare meno intensi al progredire delle iniziate descritte precedentemente, ovvero l’incertezza legata ai tempi di avvio del mercato, i timori relativamente al livello di sicurezza del 5G, la scarsa disponibilità di dispositivi 5G, il costo ancora eccessivo delle tecnologie 5G e la copertura tuttora non ottimale del 5G. Seguono fattori organizzativi dell’azienda: alcune realtà denunciano la scarsa cultura del top management,  altre lamentano la mancanza di competenze e conoscenze sul tema – fondamentali per implementare piani di introduzione del 5G ritenuti da alcune organizzazioni estremamente complessi. Vanno anche segnalati elementi tecnologici – relativi alla limitata adeguatezza delle infrastrutture proprietarie e alla difficoltà di trovare un supporto adeguato nei fornitori ad oggi attivi nel mercato 5G, ed economici – che riflettono il timore di non avere le risorse necessarie a sostenere investimenti.

Principali ostacoli all’utilizzo del 5G in azienda, Fonte: indagine campionaria NetConsulting cube, Novembre 2021
Principali ostacoli all’utilizzo del 5G in azienda (Fonte: indagine campionaria NetConsulting cube, novembre 2021)

Prospettive di adozione

Alla luce degli attuali benefici e ostacoli, ad oggi, le prospettive di adozione del 5G da parte delle aziende italiane sono ancora improntate ad un atteggiamento piuttosto incerto che riflette, principalmente, la convinzione che i tempi per la diffusione del 5G su ampia scala siano ancora piuttosto lunghi. Tuttavia, nel breve-medio periodo, la situazione dovrebbe cambiare non solo alla luce delle misure avviate nel solco del Pnrr ma anche della gamma di casi d’uso che dovrebbero essere abilitati dal 5G. Da questo punto di vista, l’indagine svolta da NetConsulting cube identifica in trasporti e logistica, utilities e industria i settori in cui il potenziale del 5G appare maggiore.

Il potenziale del 5G per settore, Fonte: indagine campionaria NetConsulting cube, Novembre 2021
Il potenziale del 5G per settore (Fonte: indagine campionaria NetConsulting cube, novembre 2021)

Soluzioni di realtà aumentata e realtà virtuale, predictive maintenance, robotica collaborativa al servizio di impianti, magazzini e altre facility, bolle di connettività a supporto di stabilimenti e altre strutture, gestione e analisi in tempo reale dei dati sono solo alcuni scenari che vedono nel 5G un presupposto tecnologico sempre più importante per la trasformazione digitale di questi settori e, in particolare, di molti dei loro processi interni. Servizi di building management, sicurezza, videosorveglianza sono altri ambiti supportati dal 5G che ricorrono anche in altri settori, come ad esempio il retail e i servizi finanziati.

Per gli enti pubblici, sebbene non indirizzati dall’indagine di NetConsulting cube, questi ambiti di digitalizzazione rappresentano anche un’opportunità di evoluzione dell’offerta di servizi all’utenza in ottica di smart city. Anche in altri settori il 5G è destinato a giocare un ruolo importante nella trasformazione di offerta e modelli di business. È il caso dell’industria, dove il 5G abilita la servitizzazione di prodotti, e delle assicurazioni, per le quali il 5G rende possibile l’evoluzione e personalizzazione delle polizze assicurative e, più in generale, la formulazione di servizi a valore aggiunto in ambito salute, casa e auto.

In questo contesto così dinamico, gli interventi inclusi nel Piano “Italia 5G” a sostegno della diffusione della copertura 5G, rappresentano un driver essenziale per abilitare lo sviluppo di servizi innovativi a supporto non solo delle singole aziende ma anche dell’intero Sistema Paese. È prevedibile, quindi, che al crescere della diffusione del 5G si assisterà alla nascita di infrastrutture dedicate a soluzioni mirate all’evoluzione di interi comparti nazionali, quali sicurezza stradale, mobilità, logistica e turismo.

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